La Shibata Excel + Morrison – Analisi Tecnica e Fenomenologia d’Ascolto su “Wish You Were Here”
Questa pagina raccoglie la parte più tecnica e la parte più percettiva del mio sistema audio.
Non è una recensione, non è un esercizio di stile: è la descrizione di ciò che realmente accade quando la puntina Shibata, montata sul corpo Excel e amplificata dal Phono Morrison, legge il solco di Wish You Were Here.
È un documento di laboratorio e, allo stesso tempo, una testimonianza d’ascolto.
1. La Testina Excel con Puntina Shibata – Struttura Tecnica
La combinazione Excel + Shibata appartiene alla categoria degli strumenti che non si limitano a riprodurre: rivelano.
Parametri principali
Tipologia: MM (Moving Magnet)
Induttanza: centinaia di mH
Resistenza DC: 600–900 Ω
Carico consigliato: 47 kΩ // 200–300 pF
Risonanza elettrica L–C: 12–18 kHz
Cantilever
Lega rigida a bassa densità
Geometria tubolare
Risonanza primaria: 18–22 kHz
Smorzamento controllato
Profilo Shibata
Contatto verticale ampio → lettura armoniche alte
Contatto orizzontale sottile → tracciamento fine
Pressione specifica ridotta → minore usura
La Shibata non “accarezza” il solco: lo analizza.
2. Il Preamplificatore Phono Morrison – Rivelazione dei Micro‑Segnali
Il Morrison è lo stadio che permette alla Shibata Excel di esprimersi.
Non è un pre phono: è uno strumento di misura.
Caratteristiche chiave
Rumore di ingresso estremamente basso
Guadagno lineare
RIAA precisa
Capacità d’ingresso controllata
Headroom elevato
La sua funzione è una sola:
rilevare segnali bassissimi e restituirli identici a come gli vengono consegnati.
La Shibata legge.
Il Morrison rivela.
E lo fa senza toccare nulla.
3. Fenomenologia dell’Intro – Il Mondo Sonoro del Canale Sinistro
L’intro di Wish You Were Here è un test perfetto per questa combinazione.
Non è un semplice arpeggio: è un ambiente, una distanza, un mondo.
La chitarra lontana
Nel canale sinistro, la chitarra appare come se fosse dall’altra parte della strada.
Non davanti a me, non nella stanza: là, in un luogo reale.
La percezione è questa:
una radio dentro una stanza
la porta semiaperta che dà sulla strada
io affacciato alla finestra
il suono che arriva filtrato dall’aria e dalla distanza
Questa scena non è un artificio: è incisa nel solco.
La Shibata la legge.
Il Morrison non la cancella.
4. Il “Lamento” e la Radio Lontana
Il suono del canale sinistro ha una qualità particolare:
un lamento, un’eco lontana, come un segnale che arriva da un’altra epoca.
Questo effetto nasce da:
micro‑compressioni originali
armoniche alte attenuate
ambiente reale catturato in registrazione
La Shibata Excel è una delle poche puntine in grado di leggere queste modulazioni sottili.
Il Morrison, con il suo rumore bassissimo, le lascia passare.
5. Il “Girare” dei Sottofondi
Prima dell’ingresso della chitarra principale, c’è un movimento sotterraneo, quasi impercettibile.
Io lo percepisco come:
un girare lento
un vortice di sottofondi
un movimento d’aria reale
una preparazione fisica all’ingresso del brano
Molti impianti cancellano completamente questa parte.
Qui, invece, diventa materia sonora.
6. L’Attacco della Chitarra Principale – La Verità del Solco
Quando entra la chitarra vera, il mondo sonoro cambia:
l’immagine si avvicina
la presenza diventa fisica
la corda vibra con materia e densità
il plettro ha un micro‑transiente riconoscibile
La Shibata Excel non inventa nulla:
illumina ciò che c’è.
7. Perché altri sistemi non rivelano questo mondo
Molti impianti non mostrano questi dettagli perché:
il rumore di fondo copre i micro‑segnali
il pre phono non è lineare
la risonanza braccio‑testina è fuori range
i diffusori non risolvono
l’ambiente maschera
la catena non è coerente
Il risultato è un ascolto “normale”, piatto, senza profondità.
Con la Shibata Excel + Morrison, invece, il solco si apre.
8. Conclusione – Un Sistema che Non Riproduce: Rivela
Questa combinazione non è un vezzo tecnico.
È un sistema coerente, calibrato, capace di leggere e restituire la verità del solco.
La chitarra lontana.
La radio nella stanza.
La porta semiaperta.
Il girare dei sottofondi.
La materia della corda.
La polvere di stelle.
Tutto ciò che altri sistemi non mostrano, qui diventa visibile.
Nota sulla Puntina – Riconoscimento, non scelta.
La puntina Shibata non è stata selezionata a priori.
Mi è stata consegnata insieme al giradischi, prima ancora che il sistema venisse messo a punto.
All’inizio non sapevo che fosse una Shibata: l’ho capito ascoltandola.
Il comportamento sul solco — la lettura profonda, la resa delle armoniche alte, la capacità di rivelare micro‑dettagli normalmente invisibili — era chiaramente quello di un profilo avanzato.
È stato grazie all’analisi tecnica e alla descrizione precisa del suo comportamento che ho potuto riconoscere il profilo Shibata.
In altre parole:
non l’ho scelta
l’ho riconosciuta
e il sistema ha confermato ciò che l’orecchio aveva già intuito
Questa è la differenza tra possedere un componente e capirlo.
“La Shibata non l’ho cercata: si è rivelata.”
Nota sull’autore
Non sono un “audiofilo pollo”.
Quello che descrivo non è fantasia: è ciò che il mio sistema rivela davvero.
La Shibata non l’ho scelta io, e non l’ho certo comprata io:
l’ho riconosciuta dal comportamento sul solco.