QUI RIPOSA
il glorioso, famigerato, insopportabile
NEGOZIANTE DI RICAMBI ANNI ’80‑’90,
colui che vendeva un LED a mille lire
e una resistenza a cento
con la stessa serenitĂ con cui un usuraio presta soldi alla vigilia di Natale.
INTERNET.
Un colpo secco, preciso, chirurgico.
Non c’è stato funerale: solo un clic.
colui che ti guardava entrare
e giĂ vedeva il tuo portafoglio aperto,
che ti diceva “questo è di qualità ”
mentre ti rifilava componenti
che sembravano recuperati da un carro armato sovietico del ’72.
il maestro del “torna domani”,
il principe del “è aumentato”,
il re del “questo è l’ultimo pezzo”,
il santo patrono del “ti faccio lo sconto… ma non dirlo a nessuno”.
l’uomo che ti ha fatto spendere
100.000 lire al giorno
nel 1992,
e che poi ti guardava pure male
se osavi chiedere una busta.
il selezionatore di tecnici‑vacca,
che decideva chi mungere oggi
e chi mungere domani,
con la stessa etica di un parcheggiatore abusivo.
il venditore che, con il prezzo di un flyback,
in altri Paesi ti avrebbero dato
il televisore completo, telecomando incluso.
il nemico giurato del progresso,
distrutto da un modem 56k
e finito definitivamente sotto i colpi
dell’e‑commerce globale.
Che la terra gli sia pesante.
Molto pesante.
Come i conti che ci presentava ogni giorno.
E che Internet continui a vegliare su di noi,
liberandoci per sempre
dai negozianti mungi‑tecnici
e dai loro ultimi polli superstiti.